Le mobilizzazioni possono essere divise in:

  • Mobilizzazione passiva: il segmento corporeo viene gestito dal terapista che con delle prese e controprese, si ricerca il movimento articolare fisiologico senza richiedere specificatamente la partecipazione attiva del paziente
  • Mobilizzazione attiva assistita: comprende una serie di tecniche in cui alla guida e al sostegno del terapista viene associata un’attivazione volontaria della muscolatura da parte del paziente; questa tecnica viene spesso utilizzata per favorire l’attivazione specifica di un compartimento muscolare particolarmente debole (che quindi non potrebbe sopportare tutto il peso dell’arto) o che necessita di un carico di attivazione graduale.
  • Mobilizzazione attiva: si passa a questa modalità quando il movimento terapeutico viene eseguito autonomamente dal paziente
  • Attiva contro resistenza: nel momento in cui questi esercizi vengono svolti contro una resistenza, offerta dal paziente stesso, dal terapista, da attrezzi specifici o da una macchina si parla di terapia attiva contro resistenza 
  • Le mobilizzazioni sono indicate per:
    • trattamenti post-operatori degli arti inferiori:
    • legamento crociato anteriore
    • artroscopia
    • meniscectomia
    • protesi di ginocchio
    • protesi d’anca
  • trattamenti post-operatori degli arti superiori:
    • cuffia dei rotatori
    • acromion plastica
    • stabilizzazione di spalla
    • protesi di spalla  
  • nei trattamenti post-trauma:
    •  fratture di femore
    • fratture di rotula
    • fratture di tibia
    • fratture di perone
    • fratture del piede (cuboide, cuneiformi, scafoide, astragalo, calcagno, metatarsi, falangi)
    • fratture dell’omero
    • fratture del radio
    • fratture dell’ulna
    • fratture di polso (scafoide, semilunare, piramidale, pisiforme, trapezio, trapezoide, capitato, uncinato)
    • fratture della mano (ossa matacarpali, falangi)  
  • post-immobilizzazioni per recupero articolare
  • sintomatologie dolorose articolari