Mal di Testa

La cefalea, o più comunemente mal di testa, è una condizione clinica caratterizzata da doloreal capo e a volte alla nuca. Si stima che circa la metà degli italiani abbia avuto almeno un episodio di cefalea nel corso della sua vita. Riguardo la causa all’origine della cefalea si ipotizza una possibile predisposizione genetica, ma un ruolo importante spetterebbe ai recettori del dolore, cioè a quelle strutture presenti nella testa e nel collo sensibili alle sensazioni algiche come : scalpo, muscoli del collo, occhi, orecchie componenti intracraniche (arterie, grandi vene, meningi della base, nervi cranici e spinali). Queste strutture possono, a causa di svariati fattori, andare incontro a stati di infiammazione o subire trazioni, compressioni, aumenti di pressione o contrazioni muscolari, sviluppando clinicamente un quadro di cefalea.

La Società Internazionale sulle Cefalee (IHS), inoltre, ha pubblicato una classificazione delle cefalee, distinguendone ben 14 tipi differenti. Di questi i 3 più noti sono: Emicrania, cefalea tensiva e cefalea a grappolo

EmicraniaCefalea tensivaCefalea a grappolo
Predominanzafemminilefemminilemaschile
Tipo di dolorepulsantegravativo-costrittivotrafittivo
Sedeunilateralebilateraleunilaterale
Intensitàmedio-fortemedio-lievemolto forte
Duratamax 3 giornimax 7 giornimax 3 ore
Sintomi associatinausea, vomito, intolleranza agli odori, luce o rumori, aura emicranicararamente nausea, vomito o intolleranza alla luce o ai rumorilacrimazione, congiuntiva infiammata, congestione nasale, rinorrea, palpebra gonfia, ptosi palpebrale, miosi, sudorazione
Come si presenta il paziente?Predilige ambienti silenziosi, spesso è a letto, immobile e al buioNon ha particolari variazioni della sua vita quotidianaIrrequieto, ha necessità di muoversi
Familiaritàpresenteassenterara

Emicrania

L’emicrania è un tipo di cefalea molto diffusa. Colpisce circa il 15-18% delle donne e il 6-12% degli uomini, con un rapporto F:M di 3:1.

La maggiore frequenza nel sesso femminile è riconducibile probabilmente ad un coinvolgimento ormonale tra le cause scatenanti. Si è notato infatti che la prevalenza di emicrania nelle donne aumenta dopo la pubertà e tende a crescere fino ai 40 anni circa, per poi andare incontro ad un progressivo calo. Molte donne, inoltre, riferiscono emicranie violente e frequenti, proprio in concomitanza al ciclo mestruale.

L’emicrania è caratterizzata da:

  • attacchi di cefalea che si manifestano improvvisamente,
  • con dolore pulsante generalmente unilaterale,
  • della durata di alcune ore, fino ad un massimo di 3 giorni,
  • di intensità moderata o forte,
  • accentuati dalla luce, rumori, odori, piccoli movimenti,
  • associati a nausera e talvolta a vomito.

Il paziente generalmente rimane a letto, immobile e al buio. Può presentarsi con il viso pallido e sudare freddo. L’occhio del lato emicranico può lacrimare ed apparire arrossato, le pupille risultare dilatate.

In un 20% dei casi l’emicrania può essere preceduta o accompagnata da sintomi neurologici della durata massima di un’ora, noti come aura emicranica. Parleremo quindi di: emicrania con aura, in presenza dei tipici sintomi ed emicrania senza aura, se i sintomi non sono presenti. I sintomi tipici dell’aura emicranica sono solitamente disturbi visivi, quali

  • fugaci abbagliamenti della vista,
  • piccoli puntini luminosi (fosfeni) a contorni sfumati,
  • scotomi scintillanti, ossia vedere un punto luminoso che si allarga velocemente

Raramente l’aura emicranica si può manifestare con parestesie ad un lato del viso e del braccio omolaterale, disturbi del linguaggio (chiamati afasie) o paresi di metà corpo.

La predisposizione genetica ha un peso rilevante all’origine dell’emicrania, spesso è presente familiarità, un’infiammazione dei vasi meningei della base cranica e la liberazione di sostanze ad attività.

Cefalea tensiva

È il tipo di cefalea più comune. Circa l’86% della popolazione generale soffre di cefalea di tipo tensivo, soprattutto le donne. La cefalea tensiva è caratterizzata da dolore alla testa

  • di tipo costrittivo-trafittivo (sentirsi come un casco in testa),
  • spesso bilaterale,
  • di durata variabile dai 30 minuti ai 7 giorni,
  • di intensità medio-lieve, tale da non ostacolare generalmente le normali attività quotidiane
  • raramente associato a nausea o vomito.

In alcuni casi la cefalea tensiva può evolvere in emicrania. Allo stato attuale non è stata identificata una causa specifica all’origine della cefalea tensiva, ma è probabile che fattori propri della persona, quali soffrire d’ansia o di depressione insieme a stress fisici ed ambientali di varia natura possano ridurre significativamente la soglia per il dolore dei recettori nocicettivi della testa e del collo, rendendoli più sensibili agli stimoli dolorosi.

Cefalea a grappolo

È un tipo di cefalea più raro rispetto all’emicrania o alla cefalea tensiva. Ha una prevalenza inferiore all’1% e interessa soprattutto giovani adulti di sesso maschile, esordendo in genere tra i 30 e i 40 anni.E’ caratterizzato da periodi di crisi subcontinue (il grappolo) a periodi di benessere. Il dolore presenta le seguenti caratteristiche :

  • è molto intenso,
  • unilaterale, localizzato attorno all’occhio o dietro o sopra di esso (a volte possono essere coinvolti tempie, fronte, zigomi),
  • della durata di 15-180 minuti,
  • con frequenza variabile, da 1-3 volte al giorno, spesso nella stessa ora,
  • spesso associato a
    • lacrimazione,
    • congestione della congiuntiva dell’occhio,
    • gonfiore della palpebra,
    • pupilla rimpicciolita (miosi),
    • palpebra calante (ptosi palpebrale),
    • naso che cola (rinorrea),
    • ostruzione nasale,
    • sudorazione della faccia o della fronte.

A differenza del paziente con emicrania, in presenza della cefalea a grappolo il paziente è solitamente agitato ed irrequieto durante la crisi e lo si potrà vedere camminare nervosamente avanti e indietro. Gli episodi in genere si verificano ogni giorno per periodi della durata di diverse settimane o mesi; spesso fa seguito un periodo di remissione, spesso completa, che arriva a durare mesi o anni prima che il mal di testa ricominci. Mostrano la spiccata tendenza di verificarsi in periodi simili dell’anno, tipicamente in primavera e in autunno.

La VISITA NEUROLOGICA, così come eventuali esami radiologici, potranno consentire di escludere malattie sistemiche o cerebrali che si presentano con cefalea.

Da un punto di vista generale il paziente con mal di testa dovrà innanzitutto seguire alcune norme comportamentali, ossia condurre una vita quanto più possibile regolare, che si traduce in

  • dormire bene, evitando di andare a letto troppo tardi o saltare ore di sonno,
  • fare sempre colazione, pranzo e cena,
  • fare attività fisica moderata,
  • non fumare,
  • non eccedere con il consumo di alcool,
  • evitare quei cibi o farmaci che possano scatenare una crisi,
  • evitare fonti di stress fisici e ambientali.

Utile come trattamento sia in fase acuta sia come profilassi sono:

  • terapie di rilassamento (biofeedback, ipnosi, yoga, musicoterapia, PILATES ),
  • terapia del sonno,
  • trattamenti manuali (crioterapia, fisioterapia, TERAPIA MANUALE
  • agopuntura.
  • MASSAGGIO
  • riposo

La cefalea potrebbe essere legata a particolari situazioni, come

  • bruxismo,
  • forti stress,
  • astinenza da caffeina,
  • abuso di farmaci,

La cefalea non sempre è una malattia a sé, ma può costituire il sintomo di una malattia sistemica o cerebrale (cefalea secondaria), come ad esempio

  • malattie dei seni paranasali,
  • malattie degli occhi,
  • disfunzioni dell’articolazione della mandibola,
  • malattie del tratto cervicale della colonna vertebrale,
  • ipertensione intracranica benigna,
  • ipertensione arteriosa
  • patologie psichiatriche,
  • o condizioni più gravi ma fortunatamente rari (ematomi, emorragie, rottura di aneurisma, tumori cerebrali, …)

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