Magnetoterapia

Fin dalle prime scoperte sull’elettromagnetismo l’uomo ha pensato di utilizzare le sorgenti di campi magnetici a scopo terapeutico. Solo negli ultimi 30 anni però, si sono individuati con certezza, attraverso studi clinici controllati, campi magnetici terapeuticamente efficaci. Si tratta dei campi magnetici pulsati a bassa frequenza e bassa intensità, che vengono indicati con la sigla ELF (Extremely Low Frequency). Intensità basse, non superiori a 100G e frequenze ridotte, non maggiori di 100 Hz, sono oggi alla base della Magnetoterapia, una metodica tradizionale, non invasiva, particolarmente indicata ad esempio per la stimolazione della rigenerazione delle fratture e per rallentare il processo di diminuzione della densità ossea innescato dall’osteoporosi. La Magnetoterapia può essere applicata in modo mirato, concentrando l’applicazione su particolari distretti anatomici, o in modo totale, sottoponendo l’intero organismo all’azione benefica dei campi magnetici pulsati. E’un valido aiuto nel caso di osteoporosi (rallenta il processo di diminuzione della densità ossea), malattie reumatiche, artriti, artrosi, nevralgie, lombalgie, tendiniti, contusioni, Atrofia di Sudek, piede diabetico, tunnel carpale. Gli studi scientifici a sostegno della tecnica concordano sul fatto che l’utilizzazione dei campi magnetici sia utile nelle patologie dell’osso, soprattutto quando, a seguito di fratture, si ravvisa un ritardo nella formazione del callo osseo. Poiché la terapia non produce calore, può essere impiegata anche in presenza di sintesi metalliche interne, come protesi al ginocchio o all’anca. Inoltre, la magnetoterapia serve a lenire il dolore da traumi, post-operatorio o cronico (come quello legato all’artrosi),  ad accelerare i processi di cicatrizzazione delle ferite, a ridurre le infiammazioni, a rallentare il processo per il riassorbimento degli edemi

MAGNETOTERAPIA