Lombalgia

Il termine lombalgia o più comunemente detta mal di schiena, è un disturbo comune che coinvolge i muscoli, le articolazioni, i nervi,i dischi, i legamenti e le ossa della schiena. Essa colpisce, ad un certo punto della loro vita, circa il 80% delle persone. La lombalgia può essere classificata per durata, come acuta o colpo della strega (dolore di durata inferiore alle 6 settimane), o cronica (più di 12 settimane). Dire ad una persona che ha una lombalgia non significa aver fatto una diagnosi,si sta solo identificando il sintomo, infatti tutte le strutture che compongono la schiena possono generare un dolore localizzato nella parte lombare del rachide; la parte difficile è capire quale struttura anatomica è implicata nella produzione della sintomatologia

Il trattamento non specifico della lombalgia acuta è in genere effettuato tramite misure conservative, quali il ricorso a farmaci per il dolore e la prosecuzione delle normali attività se risultano possibili. L’assunzione di medicinali è raccomandata esclusivamente per la durata della sintomatologia acuta, o per riacutizzazioni, e sotto stretto controllo medico.

In prima fase può essere consigliato il paracetamolo (tachipirina) come farmaco di prima scelta seguito da altri FANS (farmaci antiinfiammatori non steroidei). Per coloro che non sperimentano miglioramenti con tale trattamento conservativo, vi sono altre opzioni disponibili come gli oppioidi o il cortisone previa VISITA ORTOPEDICA.

Associata a questa terapia farmacologica ha enorme importanza la fisioterapia. Presso il centro FISIOFIT un professionista esperto andrà a valutare qual’è la causa che sta scatenando il sintomo.

Si andrà ad analizzare l’atteggiamento posturale della persona, il lavoro e i carichi ai quali è sottoposta durante la giornata. Si andrà ad indagare il movimento delle vertebre sovrastanti o sottostanti la zona dolente per vedere se sono presenti delle ipermobilità o delle ipomobilità vertebrali; la libertà di movimento delle anche e dell’articolazione sacro-iliaca, il ginocchio e l’appoggio del piede. Ultima cosa da fare, ma non meno importante, sarà controllare lo scorrimento del sistema nervoso e eventuali contratture muscolari presenti.

Una volta effettuata una vera diagnosi funzionale, si andrà a trattare la problematica con i macchinari e le tecniche più adeguate che, in questo specifico caso,possono comprendere:

TECAR TERAPIA, LASER TERAPIA, ELETTROTERAPIA, TERAPIA MANUALE, KINESIOTAPING

Una volta risolta la fase acuta e ripristinato il completo movimento della schiena sarà consigliato un programma in palestra di rinforzo per mantenere i risultati ottenuti con la fisioterapia. Seguiranno quindi dei corsi di:

RIEDUCAZIONE POSTURALE, PILATES, STRETCHING

Se nonostante tutto la sintomatologia non migliora bisognerà effettuare degli esami diagnostici come i RX e la RMN per escludere fratture o tumori. Portare un busto per evitare il carico a livello della colonna e evitare tutti i movimenti e le posizioni e sforzi che aumentano la sintomatologia. Utile per sfiammare in caso di ernia al disco sintomatica sarà l’ossigeno-ozono terapia intradiscale o intramuscolare per disidratare l ernia o sfiammare i tessuti limitrofi dolenti.

Ultima spiaggia….l’intervento chirurgico

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