Fascite plantare

La fascia plantare collega le ossa del fondo del tallone al metatarso ed è indispensabile per camminare, correre e dare elasticità al piede.

La fasciosi plantare viene a volte definita fascite plantare. Tuttavia, il termine fascite plantare è sbagliato. Il termine fascite indica un’infiammazione della fascia dovuta a numerose sollecitazioni su di essa.

Altri termini utilizzati per descrivere la fascite plantare sono entesopatia calcaneare e sindrome dello SPERONE CALCANEARE. Spesso, una sollecitazione eccessiva provoca una piccola lacerazione della fascia plantare. La fascite plantare è una delle cause più comuni di dolore al tallone.

La fascite plantare può svilupparsi nei soggetti con uno stile di vita sedentario, che indossano scarpe con tacco alto, con un’arcata plantare particolarmente alta o bassa o con tensione del muscolo del polpaccio o del tendine di Achille (che collega i muscoli del polpaccio all’osso del tallone). I soggetti sedentari vengono solitamente colpiti quando aumentano improvvisamente il loro livello di attività o quando indossano scarpe con meno sostegni, quali sandali o ciabatte. La fascite plantare è comune anche nei podisti e nei ballerini, a causa della maggiore sollecitazione della fascia, in particolare se il soggetto presenta anche una postura sbagliata del piede. Lo sviluppo di questo disturbo doloroso si produce, il più delle volte, nei soggetti che stanno in piedi o camminano su superfici dure per lunghi periodi.

I disturbi che possono causare o aggravare la fascite plantare sono l’obesità, l’artrite reumatoide e altri tipi di artrite. Troppe iniezioni di corticosteroidi possono contribuire allo sviluppo di fascite plantare danneggiando la fascia o il cuscinetto di grasso sotto il tallone; è consigliato, prima di arrivare all’infiltrazione, programmare delle sedute di fisioterapia.

Nei soggetti che soffrono di fascite plantare, il dolore si può localizzare in un punto qualsiasi della fascia plantare ma, più frequentemente, alla sua giunzione con l’osso del tallone. Il soggetto avverte spesso un dolore molto intenso con il carico di peso, specialmente quando sottopone a carico il piede nell’alzarsi alla mattina. Il dolore diminuisce temporaneamente entro 5-10 minuti, ma può ripresentarsi successivamente durante la giornata. Peggiora spesso quando si spinge sul tallone (camminando o correndo) e dopo periodi di riposo. In questo caso, il dolore si irradia dal fondo del tallone verso le dita.

Il medico può formulare la diagnosi di fascite plantare dopo aver sottoposto la persona ad una VISITA ORTOPEDICA.

Possono essere condotti altri esami diagnostici, come la risonanza magnetica (RMI) se il medico sospetta che la fascia del paziente sia lacerata.

Per alleviare il dolore e le sollecitazioni sulla fascia, il soggetto può fare passi più corti ed evitare di camminare a piedi nudi ed utilizzare delle scarpe da ginnastica. Si devono evitare le attività che comportano impatto sul piede, come la corsa. Potrebbe essere necessari una VISITA DIETOLOGICA per perdere peso. Spesso, gli esercizi di STRETCHING dei muscoli del polpaccio e del piede possono accelerare la guarigione. Le ortesi (dispositivi sintetici posizionati nella scarpa) possono aiutare a proteggere, sostenere e sollevare il tallone.

La fisioterapia strumentale come la TECARTERAPIA , gli ULTRASUONI e il MASSAGGIO aiutano ad allungare il muscolo del polpaccio e la fascia durante il riposo a letto. Anche le ONDE D’URTO stimolando la circolazione del sangue possono aiutare la guarigione.

Altre misure necessarie possono comprendere: BENDAGGI FUNZIONALI/TAPE di sostegno dell’arcata plantare, il massaggio a freddo e con ghiaccio, la somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) e, occasionalmente, le INFILTRAZIONI DI CORTISONE nel tallone.

Un’altra strada sarà analizzare il meccanismo di appoggio del piede attraverso un ESAME BAROPODOMETRICO, grazie al quale si riuscirà a creare dei plantari su misura per correggere le disfunzioni.

Se tutto cio non da risultati può essere necessario il trattamento chirurgico per alleviare parzialmente la pressione sulla fascia e rimuovere le spine calcaneari se sembrano contribuire al dolore.

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